Da' in Buenos Aires

La mia nuova (dis)avventura a Buenos Aires!!!

¿?


Metti una single, che ha superato i trenta (da poco!!!) a vivere per sei mesi in una città come Buenos Aires, cosa ne potrà mai venir fuori?Qualcosa di quasi surreale!!! Questo blog è il mio diario di bordo per non dimenticare questi mesi vissuti dall'altro lato del altro mondo e - perchè no?- una guida molto personale alla città di Buenos Aires

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Una inquietante mirada de amor porteño
Cálida y cruel
No, no puedo creer que pasó
Que el misterio sensuel de tu risa canyengue
Se apagó

Brindo por esa ilusión de amor porteño
Loco puñal
Dulce y fatal, la nostalgia
De un tiempo pedazo de
Nosotros dos

Y yo que pensaba que no me importaba
Que una caricia podía borrar el color
De mi ciudad …

El código oculto de esa mirada
Es como una señal
Y no puedo zafar
Un deseo sutil que temblando me viene a buscar

Hablo de » viaggi

Come promesso...l'epilogo!


E tra i tanti regali di Natale che avrete scartato, ecco anche il mio (come al solito in clamoroso ritardo per non smentirmi): gli ultimi appunti del mio diario di viaggio. Un viaggio intenso, unico e che mi ha cambiato profondamente, ma questo è difficile da spiegare. Mi limiterò quindi a cercare di farvi “visitare” , attraverso i miei occhi e le mie suggestioni, gli ultimi luoghi del mio tour argentino.


Mi avevate lasciata a Tafi del Valle...da lì mi sono diretta a Tucuman, per fortuna solo di passaggio e per poche ore perché non credo di aver mai visto una città più brutta ed anche così pericolosa.

Ora è tempo di visitare le altre province argentine ed allora si ritorna verso giù, quasi al confine col Cile nella carinissima città di Mendoza, anche dal modo di parlare della gente sembra di avere già oltrepassato i confini. Mendoza è una città pulita,organizzata, tranquilla ma anche mondana. Dal punto di vista turistico credo sia la città argentina (tra quelle da me visitate) con la migliore offerta e la maggiore varietà, ce n'è per tutti i tipi: turismo culturale, naturistico, di avventura e, il mio preferito, enogastronomico...i vini di Mendoza sono tra i più buoni e ci sono svariate bodegas da poter visitare ed immancabilmente si finisce la giornata ubriachi! Da non perdere è il Parque San Martín, una sconfinata oasi verde nel centro della città. Ed anche la sera ci sono un sacco di localini carini e ben frequentati dove poter andare a bere qualcosa.

Il tempo però è tiranno per cui non ci si può più permettere il lusso di fermarsi troppo tempo in un posto, anche perchè proprio non è il caso di correre il rischio di non raggiungere l'ultima meta, la più ambita...e per avvicinarmi ad essa si passa anche per Cordoba, dove ho sostato poco più di un giorno. La città è carina ma non di certo la migliore, il centro, tutto pedonale, sembra un grande centro commerciale all'aperto, ci sono però una serie di begli edifici, soprattutto in stile coloniale, che la riscattano,e non potrò mai dimenticare una fantastica cena a base di tamales, empanadas arabes, humitas...libidinosa!

Ma ora solo altre 20 ore di viaggio mi separano dalla META...le magnifiche Cascate di Iguazù, mai visto in vita mia uno spettacolo tanto impressionante. Il primo giorno ho visitato il lato brasiliano, il parco si gira in autobus e le cascate si ammirano tutte dal basso...e mentre sono in ammirazione mi coglie anche il più forte e brutto acquazzone che potesse mai capitare e dura ore, mai vista tanta acqua in vita mia...e non sono le cascate, vi assicuro!
Anche il secondo giorno la pioggia mi fa compagnia nel mio tour . Il Parque di Iguazù è un  immenso parco che si gira in trenino e che offre spettacoli per tutti i gusti: animali strani, percorsi avventurosi, ma la cosa più fantastica è il contatto con la natura come non credo di averlo mai avuto prima.

La prima meta è la Garganta del Diablo... e già rimango senza parole, dopodichè mi avventuro sulla barca che mi porterà all'Isla San Martín da dove godrò di un ulteriore spettacolo mozzafiato e poi è stata la volta di Dos Hermanas, di Chico Alférez, di Ramírez e Bossetti, di Adán y Eva e di  San Martín... fino al salto Unión. A differenza del lato brasiliano, qui le cascate si ammirano dall'alto, ci si passa proprio sopra, sull'origine del salto. Tutto qui è immenso ed impressionante (chissà come mai gli unici aggettivi che mi vengono in mente sono 'immenso' ed 'impressionante')... l'acqua, il rumore, io mi sento piccola piccola.

E per ultimo mi sono avventurata per l'impervio sentiero Macuco, circa tre chilometri attraversati in perfetta solitudine, avrò incontrato sì e no due persone in senso inverso al mio nelle due ore circa di cammino, oltre ad una serie di strani animali...ma devo dire che è stata un'esperienza quasi catartica. Unico inconveniente è stato l'averci rimesso il mio paio di Nike preferito -,comprato negli States -  che hanno ahimè dovuto guadare tra i laghi di acqua piovana formatisi in ogni dove.

E l'ultimo giorno della mia vacanza è tornato un sole da spaccare le pietre, giusto perchè devo ripartire, ma prima di farlo mi sono recata alle Tres Fronteras, il punto dove si incontrano e si 'guardano' Argentina, Paraguay e Brasile...suggestivo!

ed il mio viaggio purtroppo è terminato e dopo pochi giorni, come ben si sa, sono anche rientrata alle natie terre 


Ed eccomi qui ora ad augurarvi un esplosivo 2007 ed a ringraziarvi di avermi seguito e fatto compagnia in questa mia strana avventura, questi sei mesi che in qualche modo hanno dato un nuovo corso alla mia vita, nel bene e nel male.

Per ora vi lascio qui, non avrebbe ormai senso andare oltre...spero però di farmi viva presto con nuove avventure e si accettano suggerimenti sul dove.

Come ricordo vi lascio uno scorcio di alcune foto di questo viaggio (devo ancora pubblicare il resto ma ci riuscirò, promesso!)

Un abbraccio

hasta pronto

Da'

 

p.s. un saluto particolare all'amico Tlank

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 01:15
di domenica, 31 dicembre 2006

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Hablo de » viaggi

Come promesso... parte seconda

Scusate il ritardo.....ma ho promesso che avrei continuato ed eccomi qui....

 
Dalle distese di sale sono passata alle Valli Calchaquies, sono approdata dapprima a Cachi, dopo un viaggio tra altre montagne bellissime e diverse da quelle esplorate fino a quel momento. Il  paesino conserva intatto il suo aspetto coloniale. È in un bar del luogo che ho incontrato questi versi che mi hanno colpito e che mi sembrano rispecchiare fedelmente la gente del luogo, ma anche di un po' tutto il Nord argentino:

"Tu gente color a tierra

aletargata en el tiempo,

tiene sus manos abiertas

el corazón siempre dispuesto  (...)”

 
E proseguendo per quelle valli mi sono ritrovata nella magnifica Quebrada del Cafayate, forse uno dei paesaggi più spettacolari del nord-ovest argentino, tra montagne da diversi colori dove domina un rosso terra davvero impressionante ed una vegetazione quasi inesistente. La faglia più bella è forse la Garganta del Diablo; per godersi il paesaggio l'ideale è percorrerla in bicicletta (sono ca. 50 km). La cittadina di Cafayate è carina ma non è nulla di particolare però è piena di  bodegas di vini che si possono visitare per degustare i vari vini della zona...

A ca. 50 km da Cafayate si trovano le rovine di Quilmes, dove si possono ammirare i resti di un'antica città indigena. In questo labirinto, che arriva quasi fino al cielo,  si possono scorgere le fondamenta delle antiche case di questa popolazione costretta dagli spagnoli ad abbandonare le  proprie terre per andare a costruire la città di Buenos Aires.

 Dopodichè è stata la volta di Tafi del Valle, un piccolo villaggio svizzero nel Nord dell'Argentina!!! E della Svizzera ha anche il freddo...anche primavera inoltrata!!!! Il paesino è molto tranquillo ma davvero caratteristico, la gente molto cordiale. È forse quello con maggiore vegetazioneQui non si può rinunciare a provare uno dei tipici formaggi del luogo.


Ma non è finita ancora....

 

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 20:59
di giovedì, 30 novembre 2006

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Hablo de » viaggi

Come promesso….

 

In realtà questo blog dovrebbe aver già chiuso i battenti: la mia avventura a Buenos Aires è –ahimè- ormai terminata, ma avevo ancora voglia di farvi ‘conoscere’ una parte dell’Argentina meno famosa ma forse più affascinante… e così eccovi uno stralcio dei miei appunti di viaggio!

 

23 giorni, 7760 km percorsi e 130 ore  in autobus….

 

Il mio viaggio è cominciato da Buenos Aires in un giorno di ottobre  in compagnia di un’amica giapponese alla volta del Nord-Ovest argentino. Prima tappa: Salta per raggiungere altri amici. Salta, detta la linda, è la città più grande della regione, anche se un po’ piena di turisti è molto piacevole da visitare. La sua vista dall’alto, dal Cerro San Bernardo  (si può salire in teleferico) è davvero sorprendente. La vita notturna è alquanto fervida e l’impatto con la cucina regionale mitico: c’è finalmente varietà di cibo (humitas, tamales, quinoa…) ed esiste il piccante!!!!

A Salta, tra una cosa e l’altra, andando e tornando, ho passato diversi giorni (quando il destino si accanisce!)…

Un’escursione da fare assolutamente sarebbe quella del Tren a las nubes, peccato che sia chiuso x lavori di ristrutturazione. Io ho fatto lo stesso percorso in auto attraverso una magnifica Quebrada del Toro, tra montagne dai mille colori e milioni di  cactus, fino a raggiungere i 4200 km di altitudine ed il paese di San Antonio de los Cobres, un posto dimenticato dal mondo, dove l’unica cosa tangibile è la povertà che si scorge negli occhi di quei bambini bellissimi che mai potrò dimenticare….sconsiglio vivamente però di fare tale escursione dopo aver passato una nottata in giro per locali e non aver posato neanche un minuto la testa sul cuscino… come ha fatto qualcuno di mia conoscenza!!!!

Il nostro viaggio è poi proseguito per il nord, siamo giunte a pochi km dalla frontiera boliviana, prima Humahuaca, poi Iruya, paesini che sembrano fermatisi ad un paio di secoli fa, con le case in argilla, le strade lastricate, asini per le strade del villaggio e la gente che ti saluta ovunque come se ti conoscesse. Dicono che la Quebrada di Humahuaca abbia una magia ed un’energia particolari, ci credo: quello che si prova tra quelle montagne è difficile da descrivere.

Nonostante tra i due paesi ci siano solo 79 km di distanza, per percorrere il tragitto ci si impiegano quattro ore perché il percorso è incurvato tra le montagne (ma è uno spettacolo davvero mozzafiato), su strada sterrata e spesso l’autobus deve attraversare anche piccoli ruscelli. Certo non è uno dei tragitti più sicuri che abbia affrontato nella mia vita….la cosa assurda è che nel mezzo del nulla l’autobus si ferma a far scendere passeggeri arrivati alla meta, che vivono cioè lontani km dalla vita, senza le minime comodità.

A questo punto il mio viaggio è proseguito più o meno da sola,non vedevo però l’ora che succedesse, non perché la compagnia fino a quel momento fosse stata spiacevole, anzi…era solo che avevo un’incredibile voglia di avventura, di stare con me stessa,  sperimentarmi e prendere decisioni solo mie…. in realtà in questo contesto è difficile rimanere soli: il popolo dei viaggiatori è grande ed alla fine ci si ritrova a viaggiare insieme a persone che forse non rivedrai mai più, ma che in quei giorni ti sembra di conoscere da una vita.

 E così ho raggiunto Purmamarca, un villaggio indio dove le strade non sono nemmeno lastricate ed il fascino del secolo scorso è del tutto intatto. È qui che si trova il famoso Cerro de los Siete Colores, una montagna che, con le sue tonalità tra il beige, il verde ed il viola, mostra tutta la ricchezza dei minerali della zona.

Il mercato artigianale che si trova nella piazza centrale è forse il più ricco e bello di tutti quelli della zona. Da qui impedibile la visita alle Salinas Grandes, un deserto di sale in mezzo al deserto, fenomeno che ancora non mi sono riuscita a spiegare!

 

segue…

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 01:09
di sabato, 11 novembre 2006

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Hablo de » lyrics

VOLVER

Yo adivino el parpadeo
de las luces que a lo lejos,
van marcando mi retorno.
Son las mismas que alumbraron,
con sus pálidos reflejos,
hondas horas de dolor.
Y aunque no quise el regreso,
siempre se vuelve al primer amor.
La quieta calle donde el eco dijo:
"Tuya es su vida, tuyo es su querer",
bajo el burlón mirar de las estrellas
que con indiferencia hoy me ven volver.

Volver,
con la frente marchita,
las nieves del tiempo
platearon mi sien.
Sentir, que es un soplo la vida,
que veinte años no es nada,
que febril la mirada
errante en las sombras
te busca y te nombra.
Vivir,
con el alma aferrada
a un dulce recuerdo,
que lloro otra vez.

Tengo miedo del encuentro
con el pasado que vuelve
a enfrentarse con mi vida.
Tengo miedo de las noches
que, pobladas de recuerdos,
encadenan mi soñar.
Pero el viajero que huye,
tarde o temprano detiene su andar.
Y aunque el olvido que todo destruye,
haya matado mi vieja ilusión,
guarda escondida una esperanza humilde,
que es toda la fortuna de mi corazón.

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 22:20
di martedì, 07 novembre 2006

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Sulle orme di Neruda…

 

L’esperienza in Cile è stata bellissima: sole, mare, cultura e…carnevale! Sì, a Valparaiso sono capitata giusto all’inizio del Carnevale, per cui era grande festa per le strade. La città poi è un gioiellino, coi suoi vicoli colorati, gli ‘ascensori’ che fanno l’altalena fra i vari colli ed il sapore del mare.

Che dire poi delle case di Neruda?! Che fosse un eccellente poeta lo si sa, ma che fosse anche un bravo architetto non lo immaginavo. Le sue case sono tutte particolarissime con il loro richiamo al mare ed alla vita marinara. La casa di Isla Negra però è uno spettacolo mozzafiato soprattutto per il posto in cui si trova: una baia dove le onde si increspano incessantemente sugli scogli neri, in un posto così era difficile non trarre ispirazione per le sue poesie! Si può ancora sentire lo spirito del poeta che si aggira nelle stanze della casa. Credo che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero andarci!

....

A presto invece con le nuove avventure argentine!

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 02:56
di mercoledì, 25 ottobre 2006

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Hablo de » viaggi

Volevo aggiornarvi sul Cile ma non c'è stato tempo, prometto che lo farò appena  avrò un attimo di respiro. Ora vagabondo per il Nord-Ovest argentino,tra paesi sperduti rimasti a due secoli fa: un'esperienza folgorante. Prometto resoconto dettagliato appena possibile. Per ora mi godo questi magnifici paesaggi!

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 03:23
di domenica, 15 ottobre 2006

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Hablo de » viaggi, cile

Ora lo posso dire: Santiago mi piace!

Dopo aver fatto un giro della cittá dall'alto (in teleferica),  visitato la strepitosa casa di Neruda, la cattedrale ed altri edifici storici della cittá posso affermare che non ne é valsa la pena solo per i tampax!!! ;)

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 05:52
di giovedì, 05 ottobre 2006

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Hablo de » viaggi, cile

No, non  sono poi finita sotto i ponti come qulacuno sperava...sono stata 'accolta' alcuni giorni da una 'comunita' norvegese' e l'unico conto da pagare e' stato dover mangiare una pizza ed un tipico piatto di pasta italiano cucinato da uno scandinavo doc.

Oggi pomeriggio sono arrivata a Santiago, ho fatto un giro per il centro della citta' ma ancora non so dire se mi piace o meno, ci sono edifici bellissimi in mezzo a vere mostruosita'.

 La cosa bella pero' e' stata sorvolare le Ande.

In ogni caso, dopo mesi di vane ricerche per il Sud America, ho trovato i tampax, mi pare che sia quindi valsa la pena venire qui!!!

A presto per gli aggiornamenti...

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 02:45
di mercoledì, 04 ottobre 2006

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Hablo de »

Uno dei miei sogni di sempre era andare in Patagonia! La politica argentina del turismo però me lo ha fatto svanire, dovrei pagare un aereo tre volte di più di quanto pagherebbe un argentino. Ho deciso di boicottare, vado in Cile, altra meta dei miei sogni e dove queste discriminazioni non esistono!
Ma come si sarebbe sentito un argentino se, ai tempi in cui viaggiare in Europa per lui era conveniente, si fosse trovato a pagare tre volte di più per avere lo stesso identico servizio offerto ad un europeo?
 

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 19:14
di sabato, 30 settembre 2006

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Hablo de »

I primi tempi che vivevo in questa casa facevo di tutto per starci il meno possibile, non mi ci sentivo a mio agio e solo il pensiero di tornarci mi angosciava quasi.  Molto sarà anche dipeso dal fatto che mi ha fatto tutti i dispetti possibili ed immaginabili.
Ora che sto per abbandonarla, invece, mi dispiace, avevo cominciato a sentirla un po' come il mio caparazón.E' strano come cambino le cose in pochi mesi. Vabbè, me la godrò ancora un paio di giorni... e poichè sono sola chi vuole venire a trovarmi è il benvenuto!

esperienze di vita di DaInBuenosAires
delle 06:00
di venerdì, 29 settembre 2006

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